野球 
Yakyū, Il baseball giapponese 

di Giorgio E. Patri

Il Giappone offre ai propri turisti una varietà smisurata di esperienze straordinarie: dalle più spirituali nei templi e santuari, a quelle delle incredibili strutture architettoniche nelle città, da quelle culinarie come il sushi e gli okonomiaki a quelle dei washlet con la seduta riscaldata (giuro che la prossima volta che ci vado me ne compro uno!). Oltre a tutte queste ce n‟è una particolarmente emozionante e che viene ancora poco sperimentata durante i viaggi alla scoperta del paese del Sol Levante: la partita di baseball.

Il baseball è lo sport più importante in Giappone, ha più praticanti delle arti marziali o del calcio ed è giocato a tutti i livelli: dalle scuole ai batting centers, dai campi liberi sulle rive dei fiumi per gruppi amatoriali, agli stadi ipertecnologici dove giocano i professionisti della NPB (Nippon Professional Baseball).

Importato, ovviamente dagli Stati Uniti, a fine "800, il prof. Horace Wilson lo ha fatto provare nella scuola dove insegnava inglese; da allora ha permeato così profondamente la cultura nipponica da meritarsi un nome proprio: yakyū ed un suo kanji: 野球 (no=campo) + (tama=palla).

Andare ad una partita di baseball in Giappone è allo stesso tempo un modo per conoscere e comprendere (poco) la vita normale di un giapponese che di provare emozioni diverse da quelle comuni a tutte le altre manifestazioni sportive nel mondo.

Si assapora la partita già dalla metropolitana... man mano aumenta sempre più il numero delle persone vestite dei colori delle squadre. Arrivati ad una delle stazioni che portano allo stadio si è ormai circondati da tifosi: tifosi festanti ed allegri, ma sempre mantenendo la serenità e l‟educazione che contraddistinguono il popolo giapponese. I dintorni dello stadio sono colmi di negozi e bancarelle che vendono ogni sorta di gadget, dall‟immancabile cappellino al pupazzo della mascotte; già, perché negli stadi del baseball tutti fanno il tifo: i bambini con i cartelli dedicati ai loro beniamini, i salary men con le "bacchette per fare il tifo"... TUTTI!

All‟interno dello stadio le tifoserie si dividono: sulle tribune all‟esterno destro i tifosi della squadra di casa, su quelle all‟esterno sinistro i tifosi della squadra in trasferta. Dagli spalti, curiosi personaggi con guanti bianchi e fascia sulla fronte dirigono le claque organizzate con bandiere, tamburi e trombe come si vedevano nei cartoni animati (lo so, è più corretto dire anime, ma io sono anzianotto ed ai miei tempi erano" i cartoni"), guidando il resto degli spettatori nei canti per incitare i propri beniamini.

Ogni giocatore ha il suo coro dedicato e la tifoseria avversaria non cerca mai di sovrastarlo. La battaglia di canti si sviluppa nel tipico rispetto dei giapponesi nei confronti del prossimo.

Tra gli spalti corrono su e giù decine di graziosissime ragazze che, probabilmente facendo più fatica dei giocatori in campo, vendono qualsiasi tipo di alimento o beveraggio: patatine e dolcetti, birra (anzi "bīru") e svariati tipi di sake, questi trasportati in zaini dai quali vengono spillati sapientemente mentre regalano radiosi sorrisi.

Per chi non fosse ancora sazio o abbastanza soddisfatto, anche tra le tribune ci sono chioschi che vendono ogni sorta di cibo: pizza, hot dog, bento di ogni tipo, pollo fritto o gelato servito rigorosamente in coppette a forma di cappellino della squadra che possono diventare dei fantastici ricordi.

In Giappone sono presenti 12 squadre professionistiche organizzate nella NPB sparse dall‟Hokkaido fino a (al Kyushu) Fukuoka. Il campionato è giocato su 146 partite di stagione regolare tra Aprile e Settembre (5/6 partite a settimana) più i playoff che si svolgono a cavallo tra Settembre ed Ottobre.

I prezzi dei biglietti sono molto vari partono dai 1000¥ (8€ circa) e salgono a seconda della posizione dei posti e della qualità dei servizi offerti.

Le squadre di maggiore interesse sono gli Yomiuri Tokyo Giants, Hiroshima Toyo Carp e gli Hanshin Tigers di Osaka.

Gli Yomiuri Giants sono la squadra più importante e storica del Giappone, con ben 22 titoli al loro attivo. Giocano al Tokyo Dome, uno stadio coperto da 57.000 posti che si trova nel quartiere Bunkyo. L‟impianto costituisce la parte principale della Tokyo Dome City, un complesso che incorpora anche la sede della Hall of Fame del baseball giapponese (ingresso intero 600¥, circa 5€), il parco divertimenti LaQua, un Jump shop per gli appassionati di manga, centri commerciali, ristoranti e locali vari tra cui, di particolare rilievo per gli appassionati di baseball, l‟ MLB Café.

È facilmente raggiungibile con la metropolitana dalle fermate: Suidobashi (I11), Korakuen (N11 - M22)e Kasuga (I12 - E07).

Gli Hiroshima Toyo Carp giocano al Mazda Stadium, che ci dà il suo benvenuto già a bordo dello shinkansen poco prima dell‟arrivo alla stazione di Hiroshima. La squadra è stata fondata nel 1950 ed è uno dei simboli della rinascita della città dopo una delle più grandi tragedie della storia dell‟umanità. È incredibile vedere e vivere la gioia e l‟allegria dei tifosi, tutti rigorosamente vestiti in bianco-rosso, pensando a come il popolo di questa città si sia risollevato.

Ultimi ma non ultimi, ci sono gli Hanshin Tigers che, nonostante abbiano vinto un solo titolo nazionale, sono insieme ai Giants una delle squadre più amate di tutto il Giappone. Il loro successo è dovuto in parte al calore dei tifosi di Osaka, in parte perché giocano al mitico Koshien Stadium, sede delle finali dei tornei scolastici nazionali e raggiungibile con la linea Hanshin Main Line.

Alle finali di questi tornei partecipano le migliori squadre del Giappone: una per ogni prefettura nel torneo primaverile e su invito per il torneo estivo, tutte supportate ad ogni incontro da decine di migliaia di tifosi (lo stadio ha capienza di 55.000 posti). L‟importanza di questi tornei è tale per cui gli incontri vengono trasmessi sulla NHK, la rete televisiva nazionale, ed i calendari della NPB sono organizzati in modo da far giocare in trasferta i Tigers (la squadra professionistica!) per un mese. Un po‟ come se il Milan dovesse lasciare San Siro per far giocare il torneo delle scuole...

Se poi in queste poche righe vi foste incuriositi del mondo dello yakyū, mi permetto di suggerirvi come aperitivo prima del prossimo viaggio, il film "Campione per forza" (Mr. Baseball) con Tom Selleck nei panni di un giocatore di Major League sul viale del tramonto che viene ceduto ad una squadra giapponese e si va a scontrare con le varie differenze culturali.

Giorgio E. Patri