Distributori automatici
di Matteo Busato


In Giappone li chiamano Jidouhanbaiki (自動販売機) e sono diffusi in modo capillare, tanto da costituire un elemento inscindibile del paesaggio urbano nipponico. Si stima che in media vi sia circa un distributore automatico ogni quaranta persone, un dato impressionante che dimostra quanto sia radicato questo fenomeno nella cultura giapponese. Si trovano ovunque: nelle metropoli, presso le stazioni e i luoghi di culto e persino nelle zone più rurali e remote.


L'INNOVAZIONE DEL RETAIL?

Grosse scatole metalliche che dispensano perlopiù bibite e bevande analcoliche: caffè, tè, zuppe, succhi di frutta ed energy drinks, venduti 24 ore su 24 ad un prezzo che oscilla tra i 100 e i 200 yen. Comodi ed iper-tecnologici: oltre ad offrire sia bevande calde (contrassegnate in rosso) che fredde (contrassegnate in blu), i distributori più recenti sono dotati di eleganti touch screen e software di tracciamento facciale che riescono a stabilire il sesso e l'età dell'acquirente, per suggerirgli i prodotti che più potrebbero interessarlo. Più rari sono quelli che vendono alcolici, sigarette o snack golosi come gelati, noodles istantanei ed hamburger. Ma cercando bene se ne trovano alcuni ancora più bizzarri, che contengono ad esempio amuleti religiosi, occhiali o libri.

L'acquisto del prodotto può avvenire in contanti, tipicamente in tagli da 10, 50, 100 e 1000 yen, oppure se il distributore è abilitato tramite delle comodissime smart card ricaricabili vendute nelle principali stazioni ferroviarie e metropolitane del paese. In quest'ultimo caso, prima si seleziona il prodotto e poi si appoggia la smart card sull'apposito sensore, in modo tale che l'importo corrispondente venga sottratto dal saldo residuo. La polivalenza dei distributori automatici e la facile reperibilità dei prodotti rappresentano quindi una vera e propria innovazione del settore retail.

I MOTIVI DEL SUCCESSO

Il successo dei distributori automatici in Giappone è dovuto a svariati motivi. Innanzitutto il costo elevato della (scarsa) manodopera: acquistarne uno è molto più economico che assumere un dipendente. Inoltre, l'alta densità di popolazione nelle città nipponiche ha contribuito a far salire i prezzi degli immobili alle stelle, motivo per cui le aziende preferiscono installare un distributore automatico piuttosto che aprire un negozio. E poi è risaputo, in Giappone la maggior parte delle transazioni avviene attraverso denaro contante e a nessuno piace portarsi dietro gruzzoli di monetine, meglio liberarsene spendendoli in bevande invitanti e dissetanti! Un altro fattore da non sottovalutare è il basso tasso di criminalità: gli atti vandalici e i reati contro le proprietà sono molto sporadici, i distributori automatici raramente vengono rotti o derubati nonostante contengano molto denaro e si trovino spesso in angoli bui e stradine secondarie.

Matteo Busato

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