DALLA TECNOLOGIA ALLA TRADIZIONE: 

♨️ I BAGNI IN GIAPPONE ♨️

di Giorgia e Carla

Da tanti anni il Giappone è diventato la nostra seconda casa, il Giappone e i giapponesi sono parte del nostro quotidiano e, appena ci è possibile, torniamo sempre nel luogo in cui abbiamo lasciato il cuore.

Di tanto in tanto, davanti ad un caffè o quando richiestoci da qualche turista curioso, ci troviamo a riflettere su quali aspetti del Giappone ci hanno stupito dal primo momento. Sicuramente, una delle cose che ci ha lasciato piacevolmente colpite è la grande cultura della pulizia e dell'igiene personale.

Non parliamo solo dei meravigliosi "onsen" e delle loro rilassanti vasche d' acqua calda, ma di quell'aspetto a tutto tondo che si può riscontrare a partire dal bagno super tecnologico con la console di comando, fino il dispositivo della doccia che ti avvisa del cambio temperatura dell'acqua anche in cucina.

Quando ci si reca in Giappone, un primo approccio con il bagno lo si ha sicuramente in aeroporto o nelle stazioni e, una volta entrati, è impossibile non strabuzzare gli occhi per lo stupore davanti a quel concentrato di tecnologia racchiuso in un così piccolo spazio. Un WC speciale, qualcosa di visto solo nei film o negli anime, ma soprattutto qualcosa che ti spinge a voler provare tutti quei tasti esattamente in quel preciso momento.

Allora ti accomodi e da studentessa di giapponese provi a sfoderare tutte le tue capacità linguistiche per calcare il tasto giusto.

Doppio getto dell'acqua con intensità e direzione regolabili, tastino con la nota musicale per camuffare i rumori, nelle tecnologie più recenti anche il getto che garantisce un'asciugatura immediata delle parti a contatto con la tavoletta che, in inverno, può essere riscaldata.

A completamento di questa magia l'abbassamento automatico della tavoletta e la chiusura del coperchio, comodi per chi di fretta deve scappare dal bagno.

Tuttavia, la cosa che maggiormente ci ha sorpreso è la pulizia di questi bagni, specie in luoghi pubblici come appunto aeroporti, stazioni e centri commerciali, una pulizia che non viene fatta solo dagli addetti ai servizi igienici, ma anche mantenuta dagli stessi utenti che, nel loro sentimento di rispetto della collettività, sicuramente faranno trovare il bagno pulito e immacolato per il fruitore successivo.

Per chi poi ha la possibilità di fare un'esperienza in una casa giapponese, si accorgerà che non è solo il WC ad essere particolare, ma anche la stanza da bagno stessa. L'approccio all'igiene personale per i giapponesi è come un rito che passa attraverso quello che loro chiamano "O-furo " (お風呂) o "fare il bagno nella vasca dopo però essersi già lavati".

Una volta riempita la vasca di acqua bollente, prima di entrare e rilassarsi mettendosi ammollo, ci si insapona, ci si lava sedendosi su uno sgabello posto all'interno della stanza e ci si risciacqua, specie nei bagni moderni, con una doccetta.

Finito il risciacquo, si è pronti per accedere alla vasca, la quale non si svuoterà, ma rimarrà pronta per il familiare successivo.

Questa pratica, estremamente radicata nella cultura giapponese, prevedeva, in passato, un ordine specifico secondo il quale i membri della famiglia potevano usare la vasca. Il primo ad accedervi era sempre il padre, seguito dagli anziani, i figli più grandi e, solo in fine, la madre con eventuali bambini.

In presenza di ospiti, come da consueta cortesia giapponese, sarebbero stati loro i primi ad usufruire dell'O-furo.

Tuttavia nei nostri viaggi, di lavoro e non, abbiamo avuto modo più volte di sperimentare l'igiene e il piacere della cura per il corpo non solo attraverso i bagni intesi come washlet o O-furo casalinghi, ma anche attraverso la meravigliosa esperienza degli onsen e dei sentō.

Gli onsen (温泉) il cui nome indica una fonte termale, sono dei luoghi amatissimi dai giapponesi in cui potersi rilassare e rigenerare.

Essendo il Giappone un territorio vulcanico, sono tante le fonti termali sparse qua e là, la cui acqua preziosa diventa grande richiamo per chiunque desideri beneficiare delle sue proprietà.

Attorno a queste fonti, si trovano svariati hotel, ristoranti e centri benessere specializzati in cure termali, tanto che, l'esperienza dell'onsen, è diventata ormai una pratica irrinunciabile non solo per i giapponesi, ma anche per i turisti.

Se per vivere appieno l'esperienza dell'onsen occorre avere almeno un'intera giornata libera, per appagare il desiderio di immergersi dopo una giornata di lavoro in vasche d' acqua bollente basta recarsi nei sentō (銭湯).

Mentre gli onsen sono generalmente dislocati in località dove l'acqua sgorga naturalmente dalle falde acquifere, i sentō, definiti anche "bagni pubblici", sono bellissime strutture organizzate che si trovano comodamente anche in città.

La nostra primissima esperienza con i sentō risale al 2014, quando una nostra amica giapponese, ci invitò a passare qualche giorno da lei a Takayama durante la "Golden Week" (la settimana compresa tra fine aprile e inizi maggio in cui si festeggiano diverse ricorrenze ravvicinate e che perciò è diventato un periodo vero e proprio di pausa e di vacanza per la maggioranza dei giapponesi).

Lei, da giapponese doc, da subito ci ha spiegato esattamente come funzionasse l'utilizzo di questi bagni pubblici, cosa stessimo per fare e tutte le regole annesse e connesse a questa esperienza.

Gli ambienti sono divisi tra uso riservato alla clientela maschile e uso riservato alla clientela femminile, solo i bambini piccoli, indipendentemente dal sesso, possono accedere ad entrambi. Quello che più di tutti terrorizza i turisti in questo tipo di esperienza, è che è severamente proibito coprirsi qualsiasi parte del corpo per accedere alle vasche, vi si dovrà entrare totalmente nudi, previa doccia negli appositi ambienti.

L'eccezione a questa regola è rappresentata da quelle strutture, principalmente hotel, in cui la presenza di piccole stanze private, permette a coppie e famiglie di prendere parte a questo rito senza doversi dividere.

Una volta entrate nello spogliatoio, riposto vestiti e affetti personali negli armadietti, con un asciugamano sul corpo e uno sulla testa siamo entrate nella stanza delle doccette.

Qui, ognuna nella propria postazione, prima di entrare in vasca ci siamo lavate accuratamente corpo e testa con i prodotti forniti dalla struttura.

E dopo una bella doccia, finalmente abbiamo potuto godere di un po' di relax immergendoci nell'acqua calda.

Naturalmente, essendo le uniche occidentali presenti nella sala, abbiamo rischiato diverse volte di fare qualche piccola gaffe involontaria, ma grazie alla nostra amica e alle sue indicazioni tutto è andato liscio!

Questo è un rituale a cui i giapponesi ancora oggi tengono in modo particolare, benefico non solo per il corpo, ma anche per la mente.

Una volta terminato il bagno caldo, si accede ad un stanza con diverse postazioni munite di specchio, sedia e asciugacapelli dove potersi sistemare e prendersi ancora una volta cura di sé. Sicuramente questa è una delle parti che le ragazze possono apprezzare maggiormente!

Creme, tonici e lozioni per i capelli concludono il rituale di benessere.

Ah no, non è finita qua! Ecco che ci vengono offerti degli yogurt alla frutta presi nelle Vending Machines: " Dopo il bagno si usa bere questi" ci viene detto: " Aiutano a riprendersi dal calore accumulato in vasca!" . Adesso il rito del bagno è finalmente completo.

La prima vera e propria esperienza con un tradizionale onsen giapponese, invece, l'abbiamo fatta ad Hakone, cittadina famosa per questo tipo di attrazioni e per essere non molto lontana dal Monte Fuji, durante un tour nel quale abbiamo accompagnato un gruppo di amici. L'esperienza dell'onsen, neanche a dirlo, è stata tra le più gradite in assoluto.

L'onsen di Hakone si trovava immerso nella natura e faceva parte di un vasto complesso costituito da ristorante, ryokan (la tipica locanda giapponese) e centro benessere, il tutto ovviamente nello stile essenziale ed elegante giapponese.

La particolarità di questo onsen stava nel fatto che alcune vasche termali si trovassero all'esterno e, in questo caso, prendono il nome di "rotenburo" (露天風呂).

Il contrasto tra la temperatura invernale percepita all'esterno e la caldissima temperatura una volta immersi nell'acqua è un qualcosa che difficilmente si può spiegare e che vale assolutamente la pena provare.

Dopo le iniziali perplessità delle nostre amiche all'idea di doversi immergere completamente nude nell'acqua, l'esperienza è piaciuta talmente tanto che, dopo anni, se ne parla ancora.

Per fortuna, nessuna di loro aveva tatuaggi altrimenti non avrebbero potuto godere di questa fantastica esperienza!

Infatti, nella stragrande maggioranza degli edifici termali non è consentito l'ingresso alle persone tatuate. Per questioni igieniche, si dice, ma in realtà anche perché storicamente e culturalmente il tatuaggio è sempre stato associato a personaggi malavitosi e per questo non graditi in tali ambienti .

Oggigiorno le cose stanno leggermente cambiando, soprattutto per i turisti, alcune volte è concesso l'ingresso purché il tatuaggio sia coperto da cerotti.

Che sia un onsen , un sentō, o un o-furo casalingo la passione dei giapponesi per il bagno in acqua calda è talmente radicata che è una pratica a cui difficilmente riescono a rinunciare neanche quando viaggiano per il mondo!

Infatti, uno dei criteri di ricerca più considerati nella scelta di un hotel è proprio la stanza con vasca, perché si sa, dopo una lunga giornata trascorsa a visitare una città, cosa c'è di meglio di un'immersione rilassante in acqua bollente?

Provate per credere!


Giorgia e Carla - SardiniaTabi


Instagram : @sardiniatabi

Web (sito interamente in Giapponese) : www.sardiniatabi.com